Impianto idroelettrico Torrente Agna – Vobarno

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Lab-E, su incarico dell’impresa Ceresini Power Srl ed in collaborazione con lo studio di ingegneria Giustacchini, ha seguito lo studio di fattibilità, la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, la direzione lavori ed il coordinamento della sicurezza per un piccolo impianto idroelettrico localizzato in Val Degagna, nel comune di Vobarno (BS). Le opere edili per la realizzazione dell’opera di presa, la posa della condotta e la ristrutturazione dell’edificio di centrale sono state appaltate all’impresa Dolcedil Srl di Vobarno.

L’impianto sfrutta un salto di 19,50m ed una portata media di 103l/s, per una potenza nominale di 20kW. E’ stata installata una turbina banki, che garantisce robustezza, affidabilità, manutenzione ridotta e, essendo in grado di smaltire corpi solidi fino a 20mm di dimensione, rende superflua la presenza di una griglia e del sistema di pulizia associato. L’impianto ha una produzione media attesa di circa 100.000kWh/anno, pari al fabbisogno di circa 30 abitazioni.La condotta forzata del diametro di 500mm, in polietilene ad alta densità nella variante ad alta resistenza alla frattura, è stata posata parallelamente all’alveo del torrente, prestando particolare cura al ripristino della situazione previgente per quanto riguarda la forma del terreno e la presenza di vegetazione. Già dopo alcuni mesi dalla posa, il sedime della condotta è diventato sostanzialmente indistinguibile dalle zone circostanti.

La difficoltà di accesso ai luoghi ha premiato la scelta di ricorrere all’elicottero per il trasporto in loco degli elementi della condotta e per il getto dell’opera di presa. Il ricorso all’elicottero ha permesso di ridurre di circa 2 settimane la durata del cantiere, minimizzando i rischi per il personale ed i possibili imprevisti caratteristici dei lavori in zone impervie.

La realizzazione dell’impianto ha richiesto a committente, impresa e progettisti un notevole sforzo per affrontare e risolvere tutte le problematiche e le difficoltà caratteristiche degli impianti idroelettrici, tramite l’ideazione di soluzioni funzionali ed economiche, commisurate alla taglia del progetto.

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Stramazzo di misura con datalogger di livello

La committenza ha fortemente voluto l’intervento anche con l’obiettivo di riqualificare l’edificio che ora ospita la sala macchine, un antico mulino di cui si sono rinvengono tracce sin nel catasto napoleonico. Le macine, di cui si sono rinvenuti alcuni esemplari durante i lavori, erano mosse da una ruota mossa da sopra, a cassette in legno di castagno, con diametro di circa 4m. Un’attenta analisi dei luoghi ha permesso di ricostruire il percorso originario dei due canali che portavano acqua alla ruota. Un primo canale derivava acqua dal torrente che scorre nella Valle Faeno, poche centinaia di metri a monte della confluenza di questo con il Torrente Agna. Un secondo canale derivava acqua direttamente dal Torrente Agna, alcune centinaia di metri a monte del mulino. La condotta forzata ha seguito per circa 100m proprio il sedime di questo secondo canale.

Volendo approfondire l’importanza del mulino per gli abitati circostanti, è stata intrapresa una valutazione della quantità di farina che era possibile macinare, considerando la tecnologia impiegata e la portata del torrente Agna. Facendo riferimento alle nozioni riportate nel volume “Esercitazioni dell’Accademia Agraria di Pesaro”, edito nel 1835, si presuppone che il mulino avesse la capacità di macinare circa 0,168kg/s di farina tramite l’elaborazione da parte della ruota idraulica di una portata di 1.000l/s. Si ipotizza una portata media derivata di circa 200l/s anche in base alla dimensione dei canali di adduzione. Alla luce di questa valutazione, si stima quindi una produzione di circa 120kg di farina per ogni ora di lavoro. Considerando che la dieta agli inizi del 1800 prevedeva il consumo di 1-1,5 kg/giorno di pane per persona, ed ipotizzando 10 ore giornaliere di lavoro, risulta che il mulino era in grado di fornire farina per 800-1200 persone, ovvero tutta la popolazione dei centri abitati della val Degagna.

Suggestivo il parallelo tra la situazione storica in cui l’acqua del fiume forniva nutrimento e la situazione attuale, in cui l’acqua fornisce energia ai paesi della valle.

 

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